Vangelo di Vangeli

Tornare alla Sorgente


Il Libro

Gesù respinto da Nazareth



Gesù tornò nella sua città accompagnato dai discepoli, a Nazareth, il villaggio nel quale era cresciuto. Era sabato, il giorno del riposo. Come al solito Gesù entrò nella Sinagoga e si alzò per fare la lettura della Torà. Gli diedero il rotolo del profeta Isaia ed egli, aprendolo, trovò questa profezia:

«Il Signore ha mandato il suo Spirito su di me.
Egli mi ha consacrato per
annunciare la buona novella ai
poveri, per proclamare ai prigionieri
la liberazione e il dono della vista ai
ciechi, per liberare gli oppressi, per
annunciare il tempo nel quale il Signore sarà favorevole».

Quando ebbe finito di leggere, Gesù arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella Sinagoga stavano fissi sopra di lui, ed allora egli cominciò a dire: «Oggi per voi che mi ascoltate si realizza questa profezia».

I suoi compaesani, ascoltandolo, gli rendevano testimonianza ed erano molto meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, ma si chiedevano: «Dove ha imparato tutte queste cose? Chi gli ha dato tutta questa sapienza e il potere di fare miracoli? Non è il figlio del falegname? Non è Maria sua madre? I suoi fratelli non sono forse Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda ? E le sue sorelle non vivono qui, in mezzo a noi?». Per questo Gesù fu per loro occasione di caduta! Infatti all’udire queste cose, tutti i presenti nella Sinagoga si adirarono e, pieni di sdegno, alzatisi, lo cacciarono fuori dalla città. Lo trascinarono fino in cima al monte sul quale la loro città era situata, per farlo precipitare giù.

Ma Gesù, passando in mezzo a loro, se ne andò esclamando: «Un profeta non è apprezzato dai suoi compaesani, egli è disprezzato soprattutto nella sua patria, tra i suoi parenti e nella sua famiglia». Così in quell’ambiente, a causa della loro incredulità, non fece molti miracoli. E si meravigliò che quella gente non avesse fede.