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Gesù davanti al tribunale



Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo con i sommi sacerdoti e gli scribi. Fecero condurre Gesù davanti al loro tribunale, il sinedrio, e cercavano una falsa accusa contro di lui, per poterlo condannare a morte. Ma non riuscivano a trovarne alcuna, anche se si erano presentati moltissimi testimoni falsi. Ma dicevano uno il contrario dell’altro. Infine se ne presentarono altri due che dissero: «Una volta egli ha dichiarato: ‘Io posso distruggere il Tempio di Dio fatto da uomini e in tre giorni ne innalzerò un altro non fatto da mani d’uomo’». Ma anche su questo punto quelli che parlavano non erano d’accordo. Allora si alzò il sommo sacerdote e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa sono queste accuse contro di te? «.

Ma Gesù rimaneva zitto e non rispondeva nulla. Intanto il sommo sacerdote cominciò a far domande a Gesù sui suoi discepoli e sul suo insegnamento. Gesù rispose: «Io ho parlato chiaramente al mondo. Ho sempre insegnato nelle Sinagoghe e nel Tempio, e non ho mai parlato di nascosto, ma sempre in pubblico, in mezzo alla gente. Quindi, perché mi fai queste domande? Interroga quelli che mi hanno ascoltato: essi sanno quel che ho detto». Così parlò Gesù. Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti gli diede uno schiaffo, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?».

Gesù replicò: «Se ho detto qualcosa di male, dimostralo; ma se ho detto la verità, perché mi percuoti?». Il sommo sacerdote gli fece ancora una domanda: «Se tu sei il Messia, il Cristo, il Figlio di Dio benedetto, dillo apertamente a noi». Ma Gesù rispose: «Anche se lo dico, voi non mi credete, se invece vi faccio domande, voi non mi rispondete: Si, sono io. Tu l’hai detto, anzi io vi dico: da questo momento starà il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio Onnipotente». Allora tutti esclamarono: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». 

Gesù rispose loro: «Voi stessi lo dite! Io lo sono!». Allora il sommo sacerdote, scandalizzato, stracciandosi le vesti, disse: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la sua bestemmia, ormai non abbiamo più bisogno di prove! Noi stessi lo abbiamo udito direttamente dalla sua bocca. Qual è il vostro parere?». 

Tutti sentenziarono: «È reo di morte!». Allora alcuni gli sputarono in faccia e lo presero a pugni; altri lo bastonavano dicendo: «Indovina, o Cristo! Chi è che ti ha percosso?». Poi lo legarono in catene e lo portarono via per consegnarlo a Pilato, il governatore romano.